Il Mercedes-Benz Unimog compie 80 anni
Storia e record del mezzo fuoristrada universale per eccellenza
Un'intuizione nata dal coraggio
Nel 1946, in un'Europa segnata dalla guerra, l'ingegnere Albert Friedrich immagina un veicolo capace di unire la robustezza di un trattore, la velocità di un'automobile e la versatilità di un attrezzo da lavoro. Da questa intuizione nasce l'Unimog, acronimo di Universal-Motor-Gerät, che nel 2026 taglia il traguardo degli ottant'anni. Presentato ufficialmente nel 1948 e destinato in origine ai lavori agricoli, il fuoristrada a stella si è trasformato nel tempo in un simbolo di affidabilità impiegato in ogni angolo del pianeta, dai campi coltivati alle vette più inaccessibili.

Le origini di un progetto rivoluzionario
Il primo prototipo prende forma nel marzo 1946, seguito da mesi di sperimentazione che portano, in ottobre, alla scelta del nome che ancora oggi identifica il mezzo. Unimog è l'acronimo di Universal-Motor-Gerät, espressione tedesca che significa "dispositivo/attrezzo motorizzato universale". Nel 1948 l'Unimog debutta al salone di Francoforte, raccogliendo da subito un buon numero di ordini. Nel 1951 la produzione passa sotto il controllo di Daimler-Benz, che avvia la costruzione nello stabilimento di Gaggenau, tuttora cuore pulsante del progetto. Pensato inizialmente come trattore agricolo per la lavorazione dei campi di colza, il mezzo mostra presto doti che vanno ben oltre l'uso rurale, aprendo la strada a impieghi sempre più diversificati.

Una tecnica che ha fatto scuola
A rendere unico l'Unimog è un'architettura tecnica pensata per il fuoristrada estremo. Gli assali a portale sollevano la trasmissione al di sopra del centro ruota, garantendo oltre 40 centimetri di altezza libera da terra. Il telaio flessibile consente ampie escursioni delle ruote, mentre le sospensioni a molle elicoidali assorbono le asperità del terreno più severo. Trazione integrale, rapporti corti per il lavoro e bloccaggio dei differenziali completano una dotazione che permette di superare pendenze fino al 100% e ostacoli alti oltre un metro, doti che ancora oggi non trovano paragoni nel segmento.

Un mezzo per ogni missione
Nel corso di ottant'anni l'Unimog ha prestato servizio in agricoltura, edilizia, silvicoltura e manutenzione stradale, ma anche presso corpi militari, tra cui l'esercito tedesco e quello svizzero, oltre alle forze armate sudafricane e neozelandesi. Le versioni bimodali, capaci di viaggiare sia su strada sia su rotaia, sono state impiegate come locomotive di servizio nelle ferrovie, mentre altre configurazioni hanno trainato aerei negli aeroporti. Questa capacità di adattarsi a compiti radicalmente diversi resta ancora oggi il tratto distintivo del mezzo, apprezzato da enti pubblici e aziende private in tutto il mondo.

Il record che sfida l'altitudine
Il 13 dicembre 2019 un Unimog U 5023 ha scritto una pagina memorabile della storia del marchio, raggiungendo i 6.694 metri di quota sul vulcano Ojos del Salado, in Cile, e stabilendo il nuovo record mondiale di altitudine per un veicolo su ruote. Il mezzo faceva parte di una spedizione guidata da Matthias Jeschke, impegnata nell'installazione di unità radio di emergenza a supporto degli alpinisti. Pneumatici speciali, verricelli potenti e un sistema di bilanciamento del baricentro hanno permesso all'Unimog di affrontare pendii ripidi e terreni rocciosi fino a raggiungere una quota proibitiva anche per l'uomo.

Ottant'anni di continuità
Oggi la gamma Unimog comprende le serie leggere U200/U300/U400/U500 e i modelli U4000/U5000, pensati per gli impieghi fuoristradistici più severi, prodotti nello stabilimento di Wörth am Rhein. Con oltre 400.000 esemplari realizzati dal 1948, il mezzo continua a rappresentare un caso più unico che raro nel panorama industriale: un progetto nato per i campi che, ottant'anni dopo, resta un riferimento globale per chi opera dove nessun altro veicolo riesce ad arrivare.















































































